Five Prime Therapeutics (FPRX) è recentemente sbarcata sugli schermi degli investitori grazie ad una IPO che è sfociata nella vendita di 4,8 milioni di azioni a 13$ con successivo piazzamento di ulteriori 720 mila pezzi al medesimo prezzo. Il tutto ha fruttato alla compagnia 66,7 milioni di dollari che le consentono di avere in cassa la ragguardevole cifra di 77 milioni di dollari all’ultimo controllo, ossia a fine settembre. Questa cifra è particolarmente interessante in virtù di 2 aspetti: in primo luogo la società capitalizza soli 200 milioni di dollari ed in secondo, avendo una pipeline piuttosto acerba (è tutto in fase 1 o preclinico),  non ha particolari spese da affrontare nel breve periodo. A quest’ultima considerazione poi va aggiunto il fatto che dei 3 programmi clinici uno è già in partnership con GlaxoSmithKline (attraverso la loro acquisizione di Human Genome Sciences). Questa la pipeline:   five prime therapeutics pipeline   FP-1039 (o GSK3052230) è il composto più interessante al momento, nonché quello in fase più avanzata. Si tratta di un FGR inibitore che ha già comletatao una fase 1 e si trova ora in fase 1b. Il farmaco di Five Prime ha come indicazioni quei tumori che mostrano un’amplificazione del gene FGFR1. GSK ha i diritti per Europa, Canada ed USA, Five Prime possiede i diritti di co-promozione negli USA, oltre a quelli per il resto del mondo.

Perché, mentre il mondo biotech crolla, Five Prime continua a salire? Grafico:

 

FPRX grafico five prime

 

 

Come potete notare ho aggiunto una nota al grafico, riguarda l’acquisizione da parte di Clovis Oncology (CLVS) dell’italiana EOS attraverso la quale la compagnia americana mette le mani su lucitanib, VEGF/FGFR inibitore. La question e interessante riguarda il fatto che lucitanib è attualmente investigato in pazienti con cancro al seno che hanno amplificazione di FGFR1, ossia il target a cui si rivolge FP-1039. La differenza principale fra i due farmaci è che quello italiano può vantare una inibizione anche nei confronti dei recettori VEGF, FP-1039 dovrà (è già nei piani dell’azienda) affiancare un VEGFR inibitore.

Se lucitanib ha mostrato dati impressionanti, anche se su un numero limitato di pazienti, altrettanto si può dire di FP-1039? I primi numeri riguardanti il farmaco di Five Prime sono alquanto incoraggianti e quelli della fase 1b arriveranno nella seconda metà del 2014. Quello che ci è dato di sapere al momento è che il farmaco, a motivo della sua selettività nell’intercettare solo alcuni recettori dei FGF (fattori di crescita dei fibroblasti) sembra differenziarsi dalla gran parte di farmaci con target simile e questo si riscontra nella prima fase della sperimentazione, dalla quale emerge un profilo di tollerabilità differente e migliore sotto diversi punti di vista. Dei 10 soggetti che hanno completato il ciclo di trattamento, 6 hanno ottenuto una stabilizzazione della malattia compreso un paziente con carcinoma prostatico resistente alla castrazione (CRPC) e già sottoposto a trattamento con docetaxel.

GSK ora sta conducendo una fase 1b nella quella verranno arruolati 70 pazienti (ma il numero potrebbe salire fino a 104) con abnorme espressione di FGFR1 e qui cominceremo ad avere una misura dell’efficacia del farmaco di Five Prime. La compagnia, altro elemento degno di nota, sta perseguendo la strada della realizzazione di test diagnostici da affiancare ad ognuno dei farmaci in sviluppo, elemento che aumenterebbe le possibilità di successo delle sperimentazioni future.

Il legame fra Five Prime e GSK è stretto e va oltre l’accordo riguardo FP-1039. Le due compagnie hanno accordi riguardo programmi mirati al trattamento della fibrosi, di disturbi del sistema nervoso centrale e delle malattie muscolo scheletriche.

Lo scorso ottobre Five Prime ha annunciato di aver dato il via alla prima somministrazione su essere umano di  FPA008, anticorpo anti-CSF1R mirato ad impedire l’interazione fra il fattore CSF1 e l’interleuchina 34 (IL34) con la conseguente inibizione di cellule che contribuiscono ai processi infiammatori di diverse malattie come l’artrite reumatoide (RA). La prima parte dello studio riguarderà soggetti sani ma entro fine 2014 dovrebbe iniziare la porzione riguardante i soggetti affetti da RA ed allo stesso tempo presentati i dati sulla tollerabilità del farmaco.

Five Prime non ha in GSK il solo partner, ma il discorso si allungherebbe senza aggiungere nulla di significativo al momento ad una compagnia che oltre a questo ha cassa, bersaglio interessante con possibilità di utilizzare un biomarker e capitalizza piuttosto poco. Se EOS è stato un colpo magistralmente orchestrato da Clovis, a buon grado si può supporre che Five Prime sia un boccone altrettanto appetitoso.