Threshold (THLD) ha portato ad ESMO 12 i dati relativi alla tanto chiacchierata fase 2 che le ha garantito la partnership di Merck, modificati in modo da considerare i pazienti che durante la sperimentazione hanno potuto passare da un braccio all’altro, da un trattamento all’altro. Cross-over, questo è il termine corretto. Se ricordate i capitoli precedenti della storia saprete che il nocciolo della questione sta tutto nel fatto che i dati della sopravvivenza (OS) non sono stati apprezzati in modo consistente dal mercato, che ha punito la quotazione in prima battuta, fatto salvo concedere il beneficio del dubbio consentendo alla quotazione di risalire. In quel breve periodo ho approfittato per una breve entrata nel titolo, inserendolo nel portafoglio virtuale, perché trovavo la situazione paradossale. Ricordo brevemente il perché.

TH 302, il farmaco coinvolto in questo studio, ha mostrato un miglioramento non significativo della sopravvivenza rispetto al braccio di controllo. L’Hazard ratio oscillava fra 0,95 e 0,96, visto che il farmaco era stato testato in due dosaggi, un valore poco incoraggiante accompagnato da p value piuttosto elevati a testimoniare che il dato non aveva validità statistica. Il ragionamento che feci prima di comprare fu piuttosto semplice. Il disegno dello studio consentiva ai pazienti che sperimentassero una progressione della malattia di passare all’assunzione del farmaco di Threshold, creando quindi un doppio braccio di controllo, rendendo il compito di TH 302 più complicato. Il secondo fattore che mi ha fatto decidere è stato che lo studio non era disegnato con la potenza necessaria per mostrare vantaggi statisticamente significativi in termini di sopravvivenza, essendo la progressione libera da malattia l’endpoint primario ed il numero di pazienti non elevato.

Questo nello schema è il disegno dello studio, i pazienti sono randomizzati a ricevere la sola gemcitabina o gemcitabina in combinazione con TH 302 in due dosaggi. Come potete vedere, dal braccio di controllo, cioè quello con gemcitabina, i pazienti potevano passare al braccio attivo, nel quale veniva somministrato il farmaco di Threshold.

 

Confidavo nel fatto che ad ESMO Threshold avrebbe portato i dati relativi allo studio tenendo presente i pazienti che hanno effettuato il cross-over. Bene, è andata così. I dati sono anche buoni, per quel che mi riguarda, visto che l’hazard ratio modificato in base ai criteri che vi ho detto poco fa si è abbassato a in modo significativo per i due dosaggi. Il problema è che nella corsa al trattamento migliore, Abraxane di Celgene sembra sia già stato incoronato vincitore. La maggior parte degli opinion leader vede in Abraxane un punto di svolta, il futuro standard nella cura del cancro al pancreas. Il farmaco in questione + in fase 3 ed i dati dovrebbero arrivare nel giro di qualche settimana. L’attesa quindi non sarà lunga.

TH 302 dovrà dimostrare di poter reggere il confronto con Abraxane e di diversificarsi in modo significativo del FOLFIRINOX, regime del quale ho parlato in un precedente articolo. L’idea del partner Merck è quella di dimostrarlo subito in una fase 3, scelta coraggiosa ma azzardata. Merck ha dalla sua il fatto di conoscere i dati molto meglio di me e di voi, compreso il numero di pazienti nello studio ai quali Abraxane sia stato somministrato prima dell’arruolamento.

L’ultima volta che Threshold è crollata per mancanza di fiducia del mercato, ho sfruttato l’occasione per un guadagno veloce. Ha senso tentare la mossa che ho fatto qualche giorno fa, ora? Secondo me no, è troppo rischioso. Threshold in questo momento nuota controcorrente, vista la situazione, andare a cercarsela è l’ultima cosa che voglio. Ne riparliamo dopo i dati di Abraxane. La gara per il miglior trattamento, non finirà mai. E ci sono anche altri concorrenti…

Se vogliamo quindi spostare la nostra attenzione sui due ultimi titoli di questa saga, domani si parla di Synta Pharmaceuticals (SNTA).